Storia della Canapa Sativa

La Canapa


Fin dall'antichità, prima dell'avvento del proibizionismo, le diverse varietà della Canapa erano coltivate in tutto il mondo, e utilizzate in vari e numerosissimi campi: il fusto costituiva la materia prima per la produzione di carta, fibre tessili in genere (corde, abbigliamento, ecc.), fibre plastiche, e concimi naturali;nella medicina umana e veterinaria le foglie e soprattutto i fiori erano molto utilizzati per vari scopi, fra i quali ad esempio l'uso antinfiammatorio, e sostituivano molti dei farmaci presenti oggi sul mercato.Ulteriori utilizzi prima della proibizione sono stati fatti nella creazione di una delle prime automobili prodotte da Henry Ford.

La Hemp Body Car (in inglese «auto di canapa») fu un prototipo di automobile progettato da Henry Ford e ultimato nel 1941. La sua peculiarità era di essere interamente realizzata con un materiale plastico ottenuto dai semi di canapa e di soia, e alimentata da etanolo di canapa (il carburante veniva raffinato dai semi della pianta). È stata la prima vettura costruita interamente in plastica di canapa, più leggera ma anche più resistente delle normali carrozzerie in metallo. 

Perfino le case erano costruite in buona parte con prodotti derivati dalla Canapa (vernici, colle, mattoni, rivestimenti). Oggi diverse aziende nella bio-edilizia stanno riportando in auge i materiali in fibra di canapa e calce, totalmente biodegrabili, con risultati oltre le aspettative. .

È stata per secoli una pianta necessaria diventata, però, per una generazione, la pianta "proibita", al centro di controversie sulla liceità o meno dell'assunzione dell'oleoresina delle infiorescenze, ricca di composti psicoattivi. Dalla spremitura a freddo dei semi delle piante del genere Cannabis Sativa si ottiene un prezioso olio; usato nelle culture orientali già nel 3000 a.C, possiede una storia millenaria come antinfiammatorio e tonico. Un olio di grande pregio cosmetico (e in prospettiva futura anche dietetico) in ragione del suo elevato contenuto di acidi grassi insaturi. Il tutto partendo dalla coltivazione, su ampia scala, di varietà di sementi contenenti meno dello 0,3% di THC (la sostanza psicoattiva della pianta), il cui impiego è liberamente consentito in base alle normative europee.

Canapa è il nome italiano della pianta Cannabis sativa, del genere Cannabinacee, erbacea, alta due metri e più, annua, dioica, a radice fittonante e stelo dritto fustoloso e peloso, con foglie picciolate palmate, a divisioni lanceolate, dentate. I fiori femminili sessili ascellari si presentano in false spighe, quelli maschili in pannocchie, i frutti ad acheno. La pianta emana un caratteristico odore per la presenza su steli e foglie di peli glanduliferi. L’olio di semi di canapa possiede un alto valore nutrizionale e (se vergine, biologico e non raffinato), mantiene inalterate le sue numerose proprietà. Da alcuni decenni sono ormai di corrente uso cosmetico alcuni lipidi vegetali a cui è riconosciuto un abbondante contenuto in acidi grassi insaturi essenziali. L'olio di canapa si inserisce a pieno diritto tra i più efficaci oli vegetali usati nella dermo-cosmesi. L'olio di semi di canapa è caratterizzato da una elevata fluidità e dal fatto che penetra molto facilmente.

Per il fatto che presenta un così alto titolo in acidi grassi essenziali, è da ritenersi un ottimo ingrediente per prodotti (creme, latti, gel, oleoliti, ecc.) destinati al trattamento di pelli secche, disidratate, senili; un ingrediente cioè indispensabile proprio nella preparazione di quel tipo di cosmetici sopra ricordati che oggi vanno sotto la denominazione anglosassone di anti-ageing. Vecchia, bistrattata pianta di canapa, messa in pensione dall'avvento della plastica, del nylon e di altre fibre sintetiche che ne hanno preso il campo, ha atteso qualche anno per passare al contrattacco e dimostrare che era ancora in grado di offrire all'uomo qualcosa di valido. Ed ecco che ci offre quest'olio, ricco di principi attivi preziosi, sfruttabile mirabilmente in campo dietetico e, soprattutto per quanto più ci riguarda, nella realizzazione di preparati cosmetici di alta qualità.

 

2.1 Curiosità

George Washington e Thomas Jefferson furono dei grandi produttori di canapa, una coltura molto diffusa all’epoca. La prima versione della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti fu scritta proprio su un foglio di canapa. Fino al 1883 l' 80% della carta fabbricata nel mondo era prodotta con fibre di canapa. La canapa era la materia prima per le carte geografiche, le banconote, le carte valori, i giornali, i libri, così come le prime copie della Bibbia di Gutenberg (XV secolo), “Gargantua e Pantagruel” di Rabelais (XVI secolo), la Bibbia di King James (XVII secolo), gli scritti di Thomas Paine (“The Rights of Man”, “Common Sense” e “The Age of Reason” del XVIII secolo), le opere di Mark Twain, Victor Hugo, Alexandre Dumas, così come “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carrol e quasi tutte le altre opere di letteratura.

 Il 90% di tutte le vele delle navi, fin dall’ epoca dei Fenici, era in canapa, e lo è stato anche più tardi, dal V secolo a.C. fino a molto tempo dopo l’ invenzione e la commercializzazione delle barche a vapore.

La parola “Canvas“(da vele) è la pronuncia olandese (derivata dal latino attraverso il francese) della parola greca “kannabis“.

I greci ellenici dell’area mediterranea derivarono questa parola dal persiano, o da altre lingue nordsemitiche ancora più antiche (Quanuba, Kanabos, Cana, Kanah) che nel frattempo sono state ricondotte a un primo periodo, di recente scoperta, del ceppo liguistico indoeuropeo-semitico (circa 6000 anni fa) dei sumeri e degli accadi. La parola protosumerica-babilonese “K(a)N(a)B(a)” o “Q(a)N(a)B(a)” è una delle più antiche radici ancora esistenti (KN significa canna e B indica due canne palustri o due sessi).

Ancora oggi dallo stelo della pianta della canapa si ricavavano oltre alle vele, anche le gomene per l’ancora, le reti di caricamento e quelle da pesca, le bandiere, le sartie, nonché la stoppa per il calafataggio (il materiale sigillante resistente all’ acqua salata utilizzato per rendere stagne delle assi non perfettamente combacianti oppure ancora verdi).